Casa Natale Luigi Pirandello, Agrigento
"Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d'olivi saraceni affacciata agli orli d'un altipiano di argille azzurre sul mare africano... Per uno spavento che s'era preso a causa di questa grande morìa, mia madre mi metteva al mondo prima del tempo previsto, in quella solitaria campagna lontana dove si era rifugiata. Un mio zio andava con un lanternino in mano per quella campagna in cerca d'una contadina che aiutasse mia madre a mettermi al mondo... Raccattata dalla campagna la mia nascita fu segnata nei registri della piccola città situata sul colle... confesso che di tutte queste cose non mi sono fatta ancora né certo saprò farmi mai un'idea" (L. Pirandello, Saggi, poesie e scritti vari, Milano, Mondadori, 1960, p. 1065)
Luigi Pirandello ha un legame particolare, quasi viscerale, con la sua terra. I luoghi della sua nascita sono ripresi più volte nella sua narrativa:
“Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco, denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti. Colà la mia famiglia si era rifugiata dal terribile colera del 1867, che infierí fortemente nella Sicilia. Quella campagna, però, porta scritto l'appellativo di Lina, messo da mio padre in ricordo della prima figlia appena nata e che è maggiore di me di un anno; ma nessuno si è adattato al nuovo nome, e quella campagna continua, per i più, a chiamarsi Càvusu, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco Xáos.” ( Frammento d’autobiografia, 1893)
Pirandello nacque in una “Casa romita in mezzo alla natia / campagna, aerea qui, sull’altipiano / d’azzurre argille, a cui sommesso invia / fervor di spume il mare aspro africano,/ te sempre vedo, sempre, da lontano se penso al punto in cui la vita mia s’aprì piccola al mondo immenso e vano / da qui – dico – da qui presi la via./ Da questo sentieruolo tra gli olivi, /di mentastro, di salvie profumato, / m’incamminai pe‘l mondo ignaro e franco. / E tanto e tanto o fiorellini schivi / tra l’erma siepe, tanto ho camminato / per ricondurmi a voi, deludo estanco”. ("Ritorno", ne "La Zampogna" - 1901)
La “piccola città situata sul colle”, la “Girgenti” d’inizio secolo, altro non sono che l’odierna Agrigento (oggi il territorio fa parte del comune di Porto Empedocle). E qui, in una costruzione rurale di fine Settecento, in contrada Caos, Luigi Pirandello venne al mondo il 28 giugno 1867. Era la villa dei Ricci Gramitto, avi di parte materna, a cui lo scrittore rimase sempre particolarmente legato, tanto da desiderarla come luogo della sua sepoltura: "… sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti dove nacqui".
La casa natale, solitaria in mezzo alla campagna e su un altopiano punteggiato da ulivi e querce a strapiombo sul mare, rimane ancora oggi, nella sua semplicità, come nelle descrizioni del drammaturgo. Danneggiata nel 1944 dallo scoppio del vicino deposito di munizioni delle truppe americane, nel 1949 venne dichiarata monumento nazionale e successivamente ripresa.
Il museo, al primo piano dell’abitazione, raccoglie fotografie, ritratti dello scrittore e di Marta Abba (attrice che gioca un ruolo importante nella sua vita), prime edizioni di testi teatrali e romanzi con dediche autografe, documenti manoscritti e locandine delle sue opere rappresentate nei teatri di tutto il mondo. Un filmato audiovisivo permette, inoltre, di ripercorrere le tappe salienti della vita e della carriera di Pirandello, includendo, tra l’altro, immagini dell’assegnazione del premio Nobel e della sepoltura.
Le sue ceneri, conservate dentro un’urna, giacciono ai piedi dell’amato pino (la cui chioma fu irrimediabilmente danneggiata da un nubifragio nel 1997), raggiungibile attraverso un piccolo e suggestivo sentiero sulla destra della casa. All’ombra di quell’albero pluricentenario lo scrittore era solito sostare, per dipingere, per scrivere o semplicemente per immergersi nelle splendida visione del “mare africano” che da quel punto di può ammirare.
Dal 1987 la casa natale costituisce un unico istituto con la Biblioteca Luigi Pirandello.
La Biblioteca è un centro multimediale di documentazione sul drammaturgo siciliano, che conserva e offre una notevole varietà di documenti distinti in monografie, materiali rari e di pregio, periodici. Di estremo interesse sono i documenti autografi, in gran parte provenienti dagli eredi di Pirandello: circa 5000 documenti, molti dei quali ancora inediti, tra lettere, copioni teatrali manoscritti e dattiloscritti, frammenti, ritagli di giornali e diversi cimeli personali, in particolare la tessera del partito fascista del 1936, la tessera della Reale Accademia d'Italia, il libretto universitario di Bonn del 1889, il taccuino di Bonn e di Coazze.
La casa di Pirandello si raggiunge da Agrigento imboccando la statale 115 in direzione Porto Empedocle sino ad incontrare, sulla sinistra e quindi a destra, la stradella (segnalata) che conduce alla Casa Museo.
Contatti
Casa Natale Luigi Pirandello
C/da Caos - Villaseta, frazione di Agrigento
telefono +39.0922.511826 :: sito :: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Orari di apertura
Tutti i giorni 9,00-13,00/14,00-19,00
Note: Visita alla tomba dello scrittore dalle 9.00 ad un'ora prima del tramonto.
Biglietto di ingresso
Biglietto singolo intero : 4,00 €
Biglietto singolo ridotto: 2,00 €
Contatti
Biblioteca Museo Luigi Pirandello
Via Imera 50, Agrigento
telefono +39.0922.622111 :: Fax +39.0922.21774 :: sito :: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Orari di apertura
da verificare
