Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina
Pochi sanno che la “Santuzza” a cui i palermitani sono tanto devoti trascorse 12 anni della sua vita in una minuscola grotta nel cuore di un fitto bosco naturale di latifoglie in provincia di Agrigento.
Un'iscrizione in latino arcaico, attribuita alla stessa Santa Rosalia, fu ritrovata tra i boschi della Quisquina nel lontano 1624, quaranta giorni dopo il ritrovamento delle ossa della Santa sul monte Pellegrino: "Io Rosalia, figlia di Sinibaldo, signore della Quisquina e del Monte delle Rose, ho deciso di abitare in questa grotta per amore di mio Signore Gesù Cristo".
L'anfratto scelto per ritirarsi in preghiera e castità è poco più di un cunicolo, al quale si può accedere solo se inchinati, in un angolo di terra così nascosto tra i boschi che i saraceni lo avevano chiamato Quisquina, dall'arabo «Coschi» che significa «oscuro».
Oggi l’impegno della Pro Loco di Santo Stefano Quisquina, che da una decina d’anni gestisce questo “piccolo paradiso” di natura incontaminata, consente ai devoti e a semplici curiosi di visitare l’eremo con la suggestiva grotta, il seicentesco santuario barocco e il convento annessi (durante tutto l'anno è possibile seguire un percorso guidato attraverso gli ambienti conventuali). L’area è apprezzata meta anche per chi, amante delle attività all’aria aperta, voglia trascorrere fresche giornate estive in un piacevole contesto montano.
Apertura dell’Eremo:
Luglio ed Agosto: tutti i giorni
Da Settembre a Giugno: sabato, domenica e giorni festivi
Nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre la S. Messa domenicale viene celebrata nel Santuario alle ore 18.00. Questo suggestivo contesto rende speciali anche matrimoni e altre celebrazioni per le quali bisogna contattare il Rettore.
Per maggiori informazioni: www.quisquina.com e
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